ASOLO AL TAPPO


UNA CENA FRA AMICI

La location è una delle più belle, prestigiose e affascinanti di tutto il Veneto, a parer mio: Asolo.

La piazzetta sembra una scenografia, specialmente sotto Natale, con le luci e i festoni che rendono ancor più surreale il tutto.

Il ristorante è “Il Tappo”, l’arredamento è originale, con uno stile un po’ vario, da segnalare una carta da parati con elefanti rosa decisamente fantastica.

Danilo, un mio vecchio amico mi ha accompagnato in questo locale, ai fornelli a sua volta il suo grande amico Stefano. Già dall’antipasto lo stile dello chef è ben definito: leggero, delicato ma ben bilanciato. Premetto che da subito per il mio palato mancava su quasi tutta la linea, “un graneo de sale” assolutamente e prontamente giustificata dal patron come sua precisa scelta di pensiero, sulle verdure specialmente lui non ama il sale.

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Ritornando ai piatti, l’entrée: lenticchie, spuma di rafano e cotechino. Mai ho trovato un piatto con il cotechino così elegante e per nulla stucchevole o grasso, partenza perfetta.

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A seguire un frittino con schie, pessetti e merluzzo impanato. Su tutto un piacevole sentore di dolce acidulo, (lo chef mi racconta che ama creare degli aceti di varie tipologie) e che appunto sul fritto i “venessiani “ mette sempre una lacrima di aceto, cosa nuova per me, ma assolutamente fantastica. Il fritto leggero e piacevole.

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La crema verde è un’ ensemble di verdure di stagione, tarassaco compreso. Cereali, il melograno, petali di fiori, un croccante dato da un pane sbriciolato e qualche goccia di china e di rabarbaro: assolutamente perfetta ed equilibrata. (per me mancava sempre “el granelo de sale”;)

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La pasta ripiena è molto originale per forma, il ripieno di broccolo fiolaro, adagiata su una fondutina di primosale con cereali croccanti, il tutto incredibilmente abbinato con due piccoli tranci di stracotto, tenero come il burro. Inusuale il contrasto ma molto piacevole.

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Per finire una lingua di manzo, con purè di patate e salsa verde, quest’ultima particolarmente curiosa, mi spiego meglio: era il sapore della classica salsa verde, ma ingentilita e alleggerita in non so che maniera, l’effetto spettacolare!

I dolci li ho saltati, anche se erano tutti da provare, per contro mi sono lasciato tentare dall’amaro della casa, anche questo perfettamente in linea con tutto il resto, elegante, amaro al punto giusto, una fine perfetta per una cena perfetta.

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