BiGOLi OiO E SARDELA


Elemento fondamentale per questa ricetta è il bigolaro. Il nostro ha più o meno 50 anni ed è stato fatto da mio zio Beppi, fratello di mio padre il quale ha fatto la parte lignea detta “cavra”.

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Questa parte del bigolaro secondo me è leggermente sproporzionata rispetto al torchio, tant’è che per “parar xò i bigoli” a volte bisogna sedersi in due per bilanciare il peso (specialmente se l’impasto è “domato” dalla nonna Iaia.

Il venerdì prima di Pasqua o venerdì santo, in casa Marchesini, è d’obbligo mangiare di magro e quindi ecco il piatto della tradizione “bigoli oio e sardea”, per i non vicentini “Bigoli con olio e acciuga/sardina”.

Anche dopo la mia uscita da casa, in età adulta, in questo giorno è sempre gradito passare dalla casa natale a mangiare questa delizia!

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Per l’impasto: il classico uova e farina, qui a volte evito il sale così che in cottura si gonfino di più, il sale nell’acqua basterà per fare il resto.

In questo sugo la sapidità la fa da padrona e quest’anno, anche per fare un po’ i fichi per il nostro blog, arricchiremo la ricetta con dei piccoli tocchi di freschezza. Aggiungeremo alla farina dei semi di finocchio tostati leggermente prima di passarli al mortaio per ridurli in polvere.

Quindi, olio buono, diciamo una dose generosa, ancora un po’ della polvere finocchiosa, un paio di spicchi d’aglio e il peperoncino saranno la base per il nostro sugo. Apro una piccola parentesi sulle acciughe o alici, le più buone e assolutamente di moda sono quelle del mar Cantabrico, spagnole ma per questa ricetta ho preso delle alici siciliane, comprate da un rivenditore che porta le arance. Queste alici sono di un misura incredibilmente piccola e vengono “confezionate” da una cooperativa che con una pazienza davvero infinita.

Una volta buttati i bigoli in abbondante acqua salata, lasceremo sciogliere le acciughe nel sugo sopra descritto, che verrà pronto entro il tempo di cottura della pasta. Tuffiamo direttamente con un po’ d’acqua di cottura nella padella i nostri bigoli leggermente al dente e facciamo risottare il tutto per 2 minuti.

Con il presente post vogliamo augurarvi una buona Pasqua, piena di pace, amore e buona tavola, magari fra buoni amici con un buon bicchiere di vino in mano.

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