E NOi Si FA LA RiBOLLiTA


L’ho sempre sentita nominare, sono quei piatti che senti raccontare e per qualche motivo non ti capita mai di assaggiarli. E allora abbiamo deciso di cucinarla noi. Devo dire che è leggermente elaborata e lunga da preparare e la si cuoce il giorno prima per l’indomani, appunto ribollita.

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Gli ingredienti ci sono nella foto, eccetto i fagioli: ho usato quelli congelati di questa estate e che erano relativamente brutti da vedere, quindi metto a lessare questi fagioli direttamente dal freezer in abbondante acqua salata e un pezzo d’alga kombu che è anti fermentativa e rende i fagioli più leggeri. Ok lo devo ammettere, mentre scrivo volevo saltare questo particolare ma siccome il nostro blog è un “real life” devo dire tutto, ebbene si nei fagioli ho messo anche una striscetta di grasso presa quando ho sgrassato un lonzino affumicato. La mia nonna era solita cucinarli con la “coessa del mas-cio” che tradotto vuol dire la cotica del maiale, quindi…

L’abbondante acqua dei fagioli vi servirà per la cottura della ribollita, quindi non buttatela dopo averli scolati.

Mentre si lessano i borlotti, noi iniziamo: in una casseruola (sarebbe bellissimo avere un coccio alto e capiente) abbastanza capiente mettiamo una base d’olio buono e le carote a pezzettini, a seguire i pomodori privati della pelle (vanno bene anche dei pelati) la patata, lo scalogno, il porro, le biete, il cavolo verza e il cavolo nero, il tutto sminuzzato non proprio regolare.

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A metà cottura prendiamo metà delle verdure e le passiamo al minipimer o passaverdure per poi rimetterli assieme, la stessa cosa con i fagioli metà frullati e metà no e tutto nella casseruola.

Lasciamo finire la cottura a fuoco lento, sarebbe magnifico cuocerla su una cucina economica a legna, comunque lo spargifiamma sul fornello a gas va benissimo.

Il giorno dopo l’ho fatta ribollire sul coccio, ho tostato del pane toscano/ciabatta ( nella ricetta madre andrebbe il pane raffermo, essendo questa una ricetta povera di recupero e che la si poteva gustare tutta la settimana) e grattugiato del parmigiano.

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L’impiattamento: crostone sotto, sopra la zuppa, una generosa dose di formaggio grattugiato, un filo d’olio buono e una macinata abbondante di pepe nero.

Come ho già detto, a me non piacciono né la cipolla né le verze e i cavoli, ma vi assicuro che questa ricetta è una vera libidine. Come potete vedere dalle foto, è un po’ laboriosa ma il risultato vi ripagherà, è certo!!!

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Ribollita… a typical Tuscan soup that we always heard about but never tasted… that’s why we decided to make ours. It’s quite complex and long to prepare and it must be cooked a day before eating it. The ingredients are all in the picture, except beans, that we froze this summer when we bought them from Erio the farmer. Put the beans to boil in salted water with a piece of kombu seaweed, it’ll prevent fermentation. In the water we put a bit of speck fat, to give that “old school” touch. My great grandma Rosina used to cook beans with the “coessa del mas-cio”, the pork rind.

We kept the beans cooking water to cook the whole soup. While the beans boil, we started cutting all the vegetables: carrots, potatoes and leak for the base, chopped and stewed in a casserole, then tomatoes, chards, savoy cabbage and kale, all cut in fine slices. When half cooked, we took half of the vegetables, blended, and set apart, then kept cooking. Once cooked, blend half of the beans too. At this point add the blended vegetables to the diced one, add if needed some beans water and let simmer.

The day after we brought all to boil in a claypot, toasted some Tuscan bread and grated some parmesan. To plate all, put the bread at the base of the dish, soup all over it, then a nice grated of parmesan, a drizzle of good extra virgin olive oil and a ground of black pepper.

As you may have guessed, my dad doesn’t like all that concernes onions, broccoli and kales, he hates that kind of smells, but as you can see from the pictures, he liked the soup a lot, he ate two heaping dishes!!

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3 Comments

  1. Molto spesso, anzi quasi sempre, i piatti poveri ,di una volta: sono gustosissimi e salutistici.

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    • Concordo con te, questo blog adora i piatti di una volta!!! grazie gianfranco.

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      • Mary this soup sounds so wonredful! I love to make soup so I think I may give this one a try. Also love the butter ideas, I make butters with my garden herbs and lavender and freeze them to have a touch of summer in January, but I have never done one with cheese or wine. I am now craving a big piece of tenderloin with your blue cheese butter! Thanks for stopping by my blog, I am now a loyal follower of yours! :)

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