EL PORSEL


Il mio amico Roberto mi ha coinvolto nell’acquisto di ¼ di maiale (lui essendo friulano lo chiama appunto “porsel”) e quindi domenica mattina siamo partiti, tutta la family, alla volta di Bassano.

Essendo il maiale allevato in fattoria, Stella e Mattia hanno voluto venire a vedere gli animali: le mucche e i loro vitellini, uno appena nato particolarmente bellisssimooooo.

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Appena entrato nel caveau del contadino mi si è parata davanti una pioggia di salami, salsicce, ossocolli e sopresse da paura!!! Da parte mia il vedere tanta meraviglia tutta assieme è ancora una cosa che mi affascina.

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Le nuove tendenze, leggermente modaiole, vegetariane, vegane ecc. portano queste vecchie usanze ad essere dimenticate. L’arte del “massolin” ovvero il mastro macellaio che andava in giro per le case/fattorie a uccidere e trasformare l’animale in fantastiche sopresse, salami, costine e salsicce andrà purtroppo lentamente a sparire.

Quando “se faxeva su el mas-cio”, mi raccontano i vecchi, era una grande festa si radunavano vari amici a mangiare le prelibatezze che ne derivavano, oltre che aiutare nel lavoro: in tutti si faceva tutto. Io non ho ancora avuto l’onore di parteciparvi, ammetto la mia riluttanza nel vedere l’immolazione del maiale…

Ma torniamo al nostro interesse principale, ovvero quello che succede dopo la giornata sacrificale:

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con questa ricetta porto testimonianza della storica “moretta” (il mio amico friulano la chiama in altro modo ma al momento non mi risponde al telefono e io non me lo ricordo più), una specie di salsiccia fatta con le frattaglie e alcuni scarti del maiale. La particolare “confezione” di questa salsiccia, per la quale viene usato il reticello (Si tratta dell’omento del maiale, di quella rete, appunto, che avvolge tutto l’intestino dall’esterno; vi assicuro che la descrizione non gli rende giustizia) al posto del budello classico la rende particolare. Sembrerebbe l’antenato dell’hamburger, e forse lo è!!!

Un altro amico, detto “il musico” mi ha consigliato di cuocerla a fuoco lento in un pentolino con l’aggiunta di un po’ di vino rosso e due foglioline di salvia. Così ho fatto e ne è risultato un vero capolavoro di sapori!

Per alleggerire questa cenetta “dietetica” abbiamo abbinato la nostra moretta alle Rosole. Quest’erbetta spontanea che cresce nei nostri prati, altro non è che la pianta del papavero. Abbiamo già narrato le presunte proprietà afrodisiache di questa pianta, per ora non ce la sentiamo di confermare o smentire questa leggenda ;)

L’unica cosa che vi posso consigliare è di assaggiare queste salsicce con un’unica accortezza, che sia fresca di giornata!

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