iL CONiGLiO E LA FRUTTA


Il mercato in questo periodo è un vero spettacolo, puoi trovare un sacco di buone cose colorate!!!

Il mio amico Gianfranco di Lonigo ha portato le più buone albicocche che io ricordi.

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A dire il vero a casa mia da bambino avevamo un “ermelin”, almeno così la chiamavano la mia mamma e il mio papà per indicare la pianta di albicocche che produceva dei frutti spettacolari e questi di Gianfranco me li ha fatti ricordare.

Incuriosito solo dopo 40 anni, sono andato a vedere su wikipedia il perché di questo “soprannome” ed ho scoperto che le Ermelline sono le mandorle all’interno dell’osso delle albicocche.

Il caso vuole che vi stavo appunto per raccontare un aneddoto di casa MARCHESiNi proprio su queste mandorle. La mia mamma recuperava sempre gli ossi e li metteva a seccare e poi il giorno del mio compleanno che è a settembre, mi metteva seduto in giardino a romperle tutte con un sasso per prepararmi la mia torta di compleanno: biscotti novellini intinti nel marsala o nel caffe, budino al cioccolato o crema e questa pasta di burro, zucchero ed ermelline tritare.Era una goduria unicaaaa!!!

In alternativa se ne avanzavano mi faceva il croccante. Lo metteva a raffreddare su una mattonella di marmo unto d’olio d’oliva, il risultato era di un croccante DURISSIMOOOO e con un retrogusto acido…diciamo curioso!!!

Ps. Sempre su wikipedia c’è scritto: “Sebbene nel tessuto delle piante questa sostanza sia presente in percentuali molto basse e non pericolose, le armelline vanno mangiate con parsimonia ed è sconsigliabile farle mangiare ai bambini.”

Torniamo, dopo le mie solite divagazioni, alla ricetta semplice semplice.

Coniglio alla frutta! Come si avvince dalle foto abbiamo fatto due pentole, in una ho messo solo le cosce con albicocche, aglio, scalogno, carote e zenzero.

Sull’altra pentola il resto del coniglio con le pesche, zenzero e sedano. Per scelta non ho messo le spezie, e neppure i profumi del terrazzo, volevo semplicemente esaltare la dolcezza di queste ricette.

Una volta ben rosolato ho sfumato con del vino bianco non ben identificato, diciamo di casa.

A cottura ultimata tolgo il coniglio, lo scalogno e l’aglio e passerò con il minipimer la frutta e lo zenzero a creare una cremina d’accompagnamento.

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Anche servito tiepido penso sia un bel pattino estivo accompagnato da un buon rosè o un tocai rosso dei Colli Berici, noi per l’occasione abbiamo aperto un Carmenere di Inama.

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Buonaestate!

 

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2 Comments

  1. squisito, anche per gli occhi.

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    • …e non ti dico per il palato, mooolto curioso e tutto da provare!!!! grazie Gianfranco!!

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