L’ALTRO HAMBURGER


Che dagli scarti si possa creare dell’arte, molti artisti ne danno prova tutti i giorni in tutto il mondo. Se la cucina si può, in un certo senso definirla arte, ecco allora anche noi ci possiamo definire artisti.

Abbiamo recuperato non proprio uno scarto, ma un avanzo di un’orata pescata all’amo e cotta al forno con guanciale e limoni siciliani, una vera delizia.

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Ma visto che l’avevamo cotta con un parente (un branzino da 1 kg) una sua metà è avanzata. Quindi il giorno seguente, in piena vena creativa, abbiamo lessato due patate e un pezzettino di curcuma fresca (vi consiglio di usare i guanti quando manipolate questo tubero, ha un potente potere colorante!) passate con lo schiacciapatate e impastate a mani nude con i filetti di pesce. Non ho aggiunto l’uovo e nemmeno ho voluto impanarla, così al naturale ho creato degli hamburger e li ho fatti rosolare in padella con un filino d’olio buono. Hanno comunque fatto una crosticina deliziosa.

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Ho voluto provare l’abbinamento con i carciofi, del tipo violetto, siculi pure loro. Mondati, li ho tagliati in 4 spicchi e li ho messi in una casseruola con un battuto di speck, prezzemolo e aglio. Coperti a fuoco medio, di tanto in tanto li ho bagnati con l’acqua acidula preparata per non farli annerire mentre li tagliavo. Il risultato è stato fantastico, in 15/20 minuti si sono cotti e rosolati per bene; un magnifico contorno, una base per un risotto da paura, sminuzzato è ottimo per delle bruschettine, insomma uno spettacolo!

I gambi, semplicemente lessati in acqua e sale, passati allo schiacciapatate per eliminargli gli eventuali filamenti, frullati con un minipimer e olio a filo ad emulsionarli. Ottima anche questa, come sopra… Io l’ho usata come salsa d’accompagnamento per nostro piattino.

Il tutto, l’hamburger, i carciofi e la salsetta, non li ho messi tutti insieme in un panino, i sapori molto eleganti e leggeri secondo me non si sposavano con troppo pane, ho bensì ho pensato di impiattarli con una fettina di pane sciapo con lievito madre cotto al forno a legna, ben abbrustolito e condito con l’olio nuovo. Signori, l’arte del riciclo in cuxina è servita!

PS. il servizio fotografico è stato molto scarso a causa di altre ricette in corso in contemporanea: i ravioli di magro della nonna Iaia e un test di tortellini….

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