L’ESPRESSO GENEROSO


Alla mia domanda, “de che rassa xeli sti bixi qua?” (di che tipologia sono questi piselli?) Erio mi ha risposto: “Espresso Generoso!” con un enfasi stupenda. Il mio amico Erio, mio primo fornitore di delizie contadine, ha 86 anni (credo) e lì per lì pensavo mi prendesse in giro.

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Invece, dalle mie ricerche, ho scoperto che non solo esiste una varietà con questo splendido nome ma ho anche scoperto che ci sono atri nomi bellissimi dati a questo legume favoloso: San Cristoforo, Alderman, Lavagna, Vittoria, Senatore, Lincoln, S. Croce napoletano, Superbo di Laxton, Rondo, Gloria di Quimper, Dolce di Provenza o Piccolo provenzale, Meraviglia di Kelvedon, Annonay, solo per citarne alcuni, pare ce ne siano ben 250 varietà.

Comunque dai miei assaggi primaverili ho deciso che il nostro preferito è proprio L’Espresso. L’uso del pisello (lo so, fa un po’ ridere il gioco di parole) è davvero infinito. In primis come contorno a piatti di pesce per la sua dolcezza e raffinatezza che ben si sposa con la delicatezza di un branzino, un’orata, o pesci in genere, al forno o al vapore.

A noi i piselli piacciono molto così: spadellati con una dadolata di speck o pancetta o guanciale, ammorbiditi con un paio di mestoli di acqua di cottura della pasta, solitamente in ebollizione nella pentola accanto e parzialmente frullati con un minipimer, direttamente nella casseruola per dare ancora di più l’effetto “crema”  Va da se che poi la pasta, scolata con abbondante acqua di cottura, andrà a tuffarsi nella pentola e spadellata per alcuni secondi affinché si amalgami alla dolce cremina verde chiaro. Tenete una tazza d’acqua se usate lo scolapasta, oppure scolatele direttamente con un lillo o una schiumarola, i piselli tendono ad asciugarsi molto a contatto con la pasta, specialmente se all’uovo.

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La pasta da abbinare è come sempre una questione di gusti, ma la morte sua sarebbe con le “asagne” (lasagne, fettuccine) in pieno dialetto veneto. Non sembra ma una semplice lettera fa la differenza, almeno dalle nostre parti.

Profumi consigliati, salvia, menta e incredibilmente l’alloro!

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Altro piatto è “risi e bisi” una sorta di risotto tenuto ben sgranato e leggermente brodoso (io adoro i risotti, ma risi e bisi non mi piace un granché, degustibus)

Altro uso fantastico in cucina è frullato e reso una crema d’accompagnamento per vari piattini alla moda. Li troviamo inoltre dentro all’ insalata russa, cotti in umido con le seppie, con i tortellini panna e prosciutto, ecc…

Abusatene pure finché la freschezza ce lo consente, il terroir vicentino, e più precisamente Lumignano, è uno dei massimi esponenti della cultura/coltura italiana.

Ps. È uno dei pochissimi prodotti che non soffrono assolutamente il congelamento/surgelamento, e quindi appena sgranati messi in piccoli sacchettini, meglio se sottovuoto, e immediatamente in freezer, li potremo ritrovare pronti all’uso per tutto l’anno!

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