RAViOLi Di CASTAGNE E TASTASALE


Nella nostra storia culinaria, l’unico utilizzo che conosciamo delle castagne nelle preparazioni salate è all’interno della ricetta della “faraona ripiena”.

Partendo da questa ricetta dove le castagne si abbinano al Tastasale o alla Salsiccia, abbiamo pensato un raviolo di pasta integrale.

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Piccolo momento di storia: Il Tastasale prende il nome da un momento epico ossia quando il “massolin” o norcino (il druido che con antichi segreti, trasformava il maiale in tante buone cose come le salsicce, le sopresse ecc..) al momento dell’insaccare i salami, doveva “provare” la quantità di sale. Preparava una polpettina con le mani (un precursore dell’hamburger) e la metteva sulla griglia a cuocere velocemente per appunto assaggiare com’era di sale, da cui il nome Tastasale.

Fine del piccolo momento di storia… riprendiamo a cucinare.

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Mettiamo il Tastasale in una padella a rosolare, fuoco vivace a caramellare il tutto ma non insistete troppo, c’è il rischio di seccarlo.

Sfumiamolo con il succo di un mikawa, un insolito agrume di origini giapponesi che ben si è ambientato nella splendida terra di Sicilia.

Bene ora è il momento delle castagne, o meglio, le abbiamo messe con largo anticipo a bollire in una pentola con una presa di sale grosso e una foglia di alloro.

Dialogo madre-figlio a riguardo:

Io: “scusa mamma ma cosa c’entra l’alloro con le castagne?”

Lei: “non lo so la mia mamma faceva sempre così”

Quindi io lo riporto a voi e voi fate un atto di fede.

Continuiamo con la ricetta? Non ancora!

Portate pazienza ma devo assolutamente raccontarvi la storia dei “maronari de S.Quirico” (amo pensare che il mio blog rimarrà ai miei nipoti e magari lo leggeranno anche i miei pronipoti e così via).

Fin da bambino la mia mamma nel periodo autunnale mi accompagnava a raccogliere i marroni su per le Guasine, una piccolissima contrada di 3 case letteralmente abbarbicate sulla montagna stile monastero e dietro queste case vi erano delle piante di marroni enormi.

La cosa che mi ha sempre stupito è che non si possedeva un terreno bensì il singolo “maronaro” per famiglia. Dopo la scuola, la mia mamma e gli altri bambini della contrada venivano mandati a “tendere i maroni” quindi io mi immaginavo divertito la scena di questi bimbi pazientemente appostati, ognuno sotto la propria pianta, ad attendere che cadessero, tanto erano preziosi o forse tanta era la fame.

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Tornando alla ricetta, tagliamo a metà le castagne una volta cotte e con un cucchiaino ne svuotiamo la polpa che uniremo alla carne schiacciando con una forchetta per amalgamare per bene il tutto.

Avremo così ottenuto la farcia dei nostri ravioli che andremo a “confezionare” come più ci aggrada, vedi foto.

Li condiremo con un burro di malga aromatizzato allo zafferano.

Per ottenerlo mettiamo del burro in un pentolino assieme a dei pistilli di zafferano, diciamo nel fornello più piccolo che avete, al minimo, i pistilli lentamente rilasceranno colore e sapore creando un burro molto profumato e di un bel giallo carico.

Acqua bollente, 2 minuti di cottura e il gioco è fatto, a piacere una spolverata di stravecchio di malga, Parmigiano Reggiano o Grana Padano.

Noi li preferiamo al naturale ma voi siete liberi di seguire il vostro piacere.

Buon appetito.

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