iL PESTO TRiCOLORE


Con quella faccia un po’ così quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare a Genova…

Cantava il mitico Paolo Conte. La Liguria è la madre patria di questa ricetta, di questo elisir di lunga vita, messere il Pesto alla Genovese.

Le sue proprietà benefiche sono molteplici, il basilico come medicamento per l’intero apparato digerente, l’olio d’oliva con i suoi grassi buoni per la bellezza, gli oligoelementi contenuti nella frutta secca, per l’aglio, detto anche l’antibiotico naturale, sarebbe addirittura troppo lungo l’elenco, per finire il formaggio stagionato, quindi ferro e calcio a volontà.

Bene, visto che fa così tanto bene e non costa quasi nulla piantare alcune piantine di basilico in giardino o per chi non ce l’ha anche in una fioriera sul terrazzo, passiamo ad indicarvi la ricetta facile facile di CUXiNA.

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Il nostro basilico ha tre colori, ultimamente il numero tre continua ad apparire nel nostro blog O_o. Abbiamo il basilico classico Ligure, il rosso e il limoncello. Per questo pesto li abbiamo mixati assieme e il risultato è stato spettacolareeeee!!!

Noi ne facciamo una bella quantità e quindi usiamo il frullatore ad immersione, non avendo un mortaio abbastanza capiente. I puristi grideranno al sacrilegio, ma credo che il nostro metodo non sia poi così male.

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Quindi prendiamo le foglie, le noci e le mandorle, (noi non mettiamo i pinoli, li troviamo poco saporiti, oltre che essere costosissimi) un paio di cucchiai di formaggio grattugiato (noi useremo uno stravecchio di malga).

Un cubetto di ghiaccio sarà il trucchetto per far si che il pesto non si ossidi, rendendolo di un verde molto scuro, quasi nero.

L’olio d’oliva a filo per emulsionare il tutto, mi raccomando olio buono!!!

L’aglio: preferisco metterne uno spicchio schiacciato leggermente in infusione all’interno del barattolo di vetro dove andrò a riporre il meraviglioso elisir invece che frullarlo assieme agli altri ingredienti.

L’uso di questa delizia è infinito, il più classico sulla pasta, in Liguria si usano le trenette, a parer mio sono troppo lisce, io preferisco pasta ruvida, di grano duro. Questo pesto lo si può assaporare su un crostone di pane tostato, sulle carni, su una bufala campana, ovunque!!! Un unico consiglio: usatelo con parsimonia, è un tipetto dal carattere forte e tende a sovrastare i suoi “compagni di viaggio”.

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