LE SPUGNOLE ALLA CHiTARRA


“È primavera, svegliatevi bambine” cantava Claudio Villa negli anni 50… Le bambine di oggi sono le magnifiche spugnole o morchelle, i primi funghi dell’anno.

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Assieme ai pioppini sono in assoluto i miei funghi preferiti, leggermente cari ma dal sapore unico, secondo me ½ chilo per una pasta o un signor risotto per 4 persone potrebbero bastare.

La pulizia è molto laboriosa, vanno pulite una alla volta e per questo lavoretto entra in campo la più anziana della famiglia, la Iaia.

Con un pennellino e con tanta pazienza le si pulisce dalla terra. Per finire, una passatina sotto l’acqua ma assolutamente non mettetele in ammollo con il sale, s’inzupperebbero con un risultato disastroso in cottura.

Per la cottura non si transige, la loro morte è nel burro, io aggiungo anche un filo d’olio e un paio di spicchi d’aglio. Padella bella calda e una spadellata veloce, questi funghi non amano le cotture lunghe.

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Per l’occasione abbiamo inaugurato uno strumento nuovo nuovo, ma di antiche origini: la chitarra.

È un arnese tipico del Sud Italia che serve a tagliare le sfoglie di pasta all’uovo in spaghetti quadrati, in Puglia li chiamano tonnarelli, noi li chiamiamo semplicemente spaghetti alla chitarra.

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La pasta l’abbiamo fatta con uova felici di pollaio e farina tipo “2”. Purtroppo però è venuta leggermente troppo liscia, la prossima volta aggiungeremo della semola di grano duro.

Bene, come sempre, scolati direttamente dalla pentola con abbondante acqua di cottura, “risottiamo” per bene i nostri spaghetti e il gioco è fatto. A piacere una macinata di pepe e per i nostalgici amanti dei sapori forti si potrebbe anche aggiungere un battuto di prezzemolo fresco (per me è troppo coprente).

Dopo il primo piatto, Mattia si è cotto anche un bis con le lasagne fatte sul lato b della chitarra, no comment!!!

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